Il testo poetico nella scuola media

 

 

 

 

 

 


Rosetta Carlino

Il testo poetico nella scuola media

 

       La poesia ci permette di incontrare la realtà (la natura, le persone, le cose) e ci aiuta a conoscerla, a riscoprirla e a trasformarla. Nella poesia il vissuto quotidiano, gli avvenimenti, i rapporti con gli altri e la natura non ci appaiono banali, automatici, meccanizzati, comuni, ma reinventati, nuovi. Questo avviene perché la poesia nasce da una visione più profonda, personale, originale della realtà.

       La differenza nella qualità dello sguardo tra il poeta ed un altro uomo è es-pressa nella scelta delle parole e delle loro combinazioni. Il nuovo, scoperto ed intuito, esige di essere comunicato in una forma nuova, diversa, imprevedibile. Per raggiungere tali obiettivi, il poeta attinge a piene mani alla bellezza e alla potenza della lingua: al suo spessore sonoro, ai suoi meccanismi di trasformazione e arricchimento dei significati (connotazione, metafora, similitudine).

       Ciò non basta. Occorre aggiungere che il testo poetico vuole e deve avere anche un senso e una motivazione ulteriori, quelli di rinnovarci, attraverso il linguaggio, l’esperienza. La poesia va considerata quindi come una preziosa esperienza antropologica, oltre che linguistico-letteraria. Di qui l’esigenza non solo di capire la poesia e di farne propri i significati, ma anche quella di parteciparli e di riviverli, essendo essa uno dei supporti della speranza umana, anche nei casi in cui si presenta apparentemente più negativa e drammatica.

       La poesia, assieme all’arte e alla musica, si rivela così un ottimo strumento per promuovere, sì, il senso estetico, ma offre la possibilità di poter compiere nel contempo una minuta, frastagliata esplorazione della propria lingua-madre: la lingua dell’infanzia, delle scoperte, la ricerca delle radici individuali e collettive, l’e-spressione in forma di parola e di ritmo verso cui nutrire un’atten-zione intensa, dispiegando così la ricca gamma delle percezioni sensoriali e più ancora i moti dell’animo.

       L’espressione poetica disegna un territorio d’intersezione, d’incrocio: si colloca perciò al crocevia dei linguaggi della “parola fisica”, della musica, dell’immagine. La poesia è parola figurata, come gli enigmi, ed è insieme parola-suono come le canzonette.

       Il significato che esprime la comunicazione poetica passa attraverso tali caratteristiche ed ha un senso riposto da estrarre, decodificare e interpretare e non da contemplare e meno ancora da essere spiegato. Infatti i ragazzi che non dispongono di un linguaggio strutturato, logico, stringente, trovano nella poesia una compagna che sembra parlare come loro, un gergo da decifrare, da interpretare.

       Vista sotto questo aspetto, non ci si può non accorgere che la poesia adotta un linguaggio che fa ricorso alle ellissi, agli strappi, alle velature, agli spazi bianchi, in quanto lingua concentrata, condensata. Ciò che  la prosa esprime solitamente in modo disteso, con passaggi logici riconoscibili e numerabili, la poesia dice (quasi) oscuramente per un processo di rarefazione che cancella nessi causali, determinazioni, concordanze, punteggiatura, pertinenze semantiche note e rompe la gerarchia proposta dalla sintassi, poiché, in essa anche un elemento subordinato - un’interiezione o un avverbio - possono rivelare il massimo del senso e aprire vie maestre alla lettura.

 

 

 

le funzioni della poesia

 

Sul piano educativo:

a) Sviluppa la creatività e l’immaginazione.

La letteratura è caratterizzata dalla polivalenza dei significati delle parole, spesso dalla loro ambiguità: favorisce perciò un rapporto aperto, dialogante e problematico con il testo. Il lettore deve impegnare a fondo la propria immaginazione e creatività, acquisendo un atteggiamento di apertura e di flessibilità che rappresenta un antidoto contro la meccanicità con cui si realizza la fruizione dei messaggi della cultura di massa.

b) Aiuta a definire e stabilizzare la personalità del lettore.

La poesia ci presenta una molteplicità di sistemi di valori e di giudizio, di “punti di vista” sull’esistenza, di angolazioni di pensiero e di azione. Tutto ciò assume il valore di un modello generale con cui il lettore può confrontarsi senza rischio, perché la letteratura è finzione, dunque una zona “franca” in cui è sospeso il criterio di verità/falsità.

In questa prospettiva, le opere sono fonte di norme e di valori, ed offrono all’adolescente dei modelli di riferimento che gli sono necessari per stabilizzare la propria identità  e che generano atteggiamenti di multi-prospettività, ossia di disponibilità a considerare le diverse soluzioni ed i differenti punti di vista.

c) Arricchisce l’affettività. La poesia arricchisce il nostro mondo affettivo ed emozionale,  permettendoci di partecipare ad una ricca gamma di situazioni che sono precluse alla nostra vita quotidiana e che affinano, differenziano e governano la nostra sensibilità emotiva. Si ha dunque un’educazione del sentimento, con la formazione di una più articolata e consapevole cultura delle emozioni, della quale appare inutile sottolineare l’importanza nella formazione dell’adolescente.

 

Sul piano linguistico:

a. Focalizza il potenziale significativo delle parole nella sua pienezza e dinamicità (che la lingua comune tende a restringere e a stabilizzare in uno standard) con l’arricchimento e la mobilizzazione della competenza semantica. Questa acquisisce, perciò, uno spessore e una differenziazione in verticale (ogni termine si apre ad una pluralità di sensi), che va ad integrarsi all’arti-colazione orizzontale ed estensiva del lessico.

b. Sensibilizza alla pluralità dei registri e valorizza le loro valenze informative. A differenza di altre sfere testuali, in cui i registri linguistici tendono ad essere  scelti in base a convenzioni e regole predeterminate  la poesia è il luogo in cui più scopertamente i registri linguistici si manifestano come variabili significative.

c) Sensibilizza all’immagina-zione linguistica, e in  particolare alla capacità di intendere ed elaborare figure (come, per es., la metafora) che vanno intese come strumenti potenti di lettura e di penetrazione della realtà. Se il linguaggio figurato trova nella poesia il proprio terreno privilegiato di coltura, esso penetra tuttavia qualsiasi fatto di comunicazione e non soltanto nel caso dei discorsi di natura soggettiva: basti pensare a quante metafore sono al-l’origine della stessa riflessione scientifica, costituendo potenti modelli euristici e vere e proprie chiavi di pensiero e di rappresentazione.

d) Educa a prestare attenzione diffusa a tutte le parti costitutive del testo, compresi i suoni e le forme, la collocazione degli elementi. La poesia concorre in misura rilevante allo sviluppo dell’educazione linguistica, fornendo un contributo prezioso ed insostituibile alla formazione di capacità il cui raggio di azione si estende al di là della sfera del letterario.

 

 

 

il testo poetico nella programmazione didattica d’italiano

 

       L’apprendimento delle lettura del testo poetico va preceduto e accompagnato dalle sottoelencate iniziative educative ed attività cognitive e linguistiche finalizzate a formare atteggiamenti e ad esercitare capacità che attraversano tutto il curricolo e tutti gli ambiti disciplinari.

       Leggere poesia ai ragazzi è la prima e fondamentale indicazione operativa e, perché sia produttiva, deve rispondere ad alcune condizioni: essere sottratta alla occasionalità ed essere programmata a scadenze regolari. L’attesa del-l’ascolto così risuscitata, potrebbe, nel tempo, tradursi nel bisogno dell’ascolto e favorire l’abitudine alla lettura personale.

       Stimolare e perfezionare la capacità di osservazione passando dalla semplice registrazione della presenza delle “cose” e delle loro proprietà, alla loro interpretazione anche mediante la scoperta di analogie. La consuetudine con la poesia migliora l’attitudine a guardare la realtà con occhi nuovi, attitudine in cui lo stupore della scoperta si intreccia con la curiosità della scienza. Lo sviluppo della capacità di osservazione favorisce la comprensione della poesia e porta a scoprire che i protagonisti non sono i contenuti esposti, ma il poeta che li ha fissati. La cura nei confronti di una lettura personale della realtà è utile anche per l’individuazione della rimozione degli stereotipi. La poesia non lascia mai uguali a ciò che si era, estende le nostre visioni, trasforma la nostra percezione del “reale”. Il testo poetico emette un messaggio che cambia la grammatica della visione dei suoi lettori di fronte alla realtà.

       Curare la lettura orale. La lettura orale tiene conto del fatto che non tutti i si-gnificati della poesia possono essere comunicati con le parole scritte e offre la possibilità di prendere coscienza di un insieme di fatti paralinguistici (intonazione, pause, intensità,...) che colorano variamente il senso delle parole e lo aricchiscono liberandone la particolare energia sonora. Anche per questa ragione, la lettura orale eseguita dall’insegnante non è mai semplice riproduzione: è modello di partecipazione, è spiegazione e stimolo, esempio di ricerca e di interpretazione.

       Scopo della poesia, infatti, non è trovare che cosa vuol dire, ma scoprire le sue infinite possibilità di “dire”, comprendendo di quale pluralità sia fatta ed emozionandosi per le sue magie. È perciò proficua esperienza da progettare il ricercare forme di lettura orale, corali, a voce alterne, introdotte e concluse con “suggerimenti” musicali e/o con immagini. La lettura di intrattenimento ha come scopo il piacere di partecipare ad eventi straordinari e, in questa prospettiva, le esperienze di ascolto possono incentivare il desiderio della lettura personale che dovrebbe essere consigliata anche come attività domestica.

       Diversificare gli approcci. La ricchezza semantica dei materiali, la novità dei contenuti, l’originalità delle forme rendono ogni testo poetico suscettibile di essere esplorato con l’investimento di numerose risorse e di tutte le competenze possedute dal lettore. Una costrizione che opera nell’ottica della diversificazione dell’acco-stamento al testo poetico è la misura delle capacità e la qualità delle motivazioni delle quali i ragazzi dispongono. Si dovrà prevedere ragionevolmente fin dove ci si possa spingere, e per quali vie, onde evitare che qualcuno resti escluso dall’avventura.

       Non subordinare la poesia ad altri scopi: considerare la dignità della poesia e la sua funzione nell’esistenza dell’uomo induce ad assegnarle un ruolo nuovo anche nella pratica educativa e, soprattutto, a liberarla dalla subalternità nei confronti di altri obiettivi. Il testo poetico va conosciuto per se stesso, per l’occasione che esso offre di compiere un serio e non facile itinerario, di conoscere un’esperienza umana che, per essere detta, è passata attraverso una gamma di operazioni, in una processualità complessa e in un ricco investimento di emozioni, di pensiero, di visioni.

 

Obiettivi

        L’indicazione degli obiettivi si colloca all’interno delle finalità descritte e si correla alla complessità degli itinerari possibili.

       Fra tante opportunità, una scelta utile e ragionevole va operata nella concretezza di una situazione reale e deve essere commisurata alle dimensioni fondamentali del curricolo di lingua.

       Le ragioni di una scelta consistono nell’intento di far acquisire ai ragazzi un corredo minimo, ma ampliabile di strumenti d’analisi costruendo gradualmente una competenza di lettura, mediante una scelta adeguata di testi, o di frammenti esemplari, nella prospettiva che la fase della scomposizione sia soltanto un segmento iniziale di ricerca, funzionale all’obiettivo della ricomposizione e dell’inter- pretazione.

       Gli obiettivi ed i procedimenti qui di seguito elencati si ripresentano nel tempo, per altri testi: vanno quindi ripresi e approfonditi secondo la logica a spirale propria di ogni apprendimento linguistico, esercitando le modalità della riflessione e del confronto.

 

Obiettivi generali

n   Essere consapevoli che la poesia è un modo nuovo di guardare la realtà e un modo nuovo di usare la lingua.

n   Acquisire consapevolezza della pluralità dei livelli di lettura possibili; comprendere che la poesia non va letta come un testo referenziale, perché non ha la funzione di raccontare/descrivere.

n   Scoprire che nel testo poetico a un nesso formale corrisponde un nesso semantico, che ogni elemento della poesia è semantizzato.

n   Saper interpretare la configurazione formale del testo, capire che il testo poetico va esaminato non per “ciò”  che dice, ma per “come lo dice”.

n   Avere consapevolezza che il testo poetico richiede un percorso di lettura circolare, costringe a riconsiderare, retrospettivamente, informazioni esaminate in precedenza.

n   Essere in grado di mettere in atto elementari processi interpretativi.

 

Obiettivi specifici

·     Capire che nel testo poetico, le parole quotidiane assumono significati nuovi, più ricchi, e in molteplici direzioni di senso.

·     Comprendere che il ritmo è elemento costitutivo della poesia.

·     Riconoscere le figure di suono (fonosimbolismi) e figure di costruzione (inversione, enjambement...) come elementi del ritmo.

·     Riconoscere “combinazioni inattese” (metafora, sinestesia, metonimia, ossimoro) e interpretarne la funzione.

·     Suddividere un testo poetico nelle parti di cui è composto.

·     Confrontare tra loro testi poetici.

·     Esprimere nella lettura ad alta voce ciò che si è compreso.

 

 

 

UNITA’ DI LAVORO - USO DEL TESTO POETICO

 

CLASSE PRIMA MEDIA

      L’itinerario è suscettibile di correzioni, integrazioni, di adeguamenti. Il lavoro può ramificarsi in molteplici direzioni, sia di espansione che di approfondimento, purché giustificate dalle finalità attribuite al percorso che, sintetizzan-

do, sono:

a) gustare il testo poetico;

b) conoscere il linguaggio poetico.

Tratti metodologici:

- Problematizzare l’argomento dell’attività. Aver cura di far acquisire consapevolezza dei procedimenti e dei mezzi per i quali si giunge alle risposte, passando dalla intuizione alla padronanza delle operazioni.

- Operare per sequenze di lavoro, secondo un metodo induttivo.

A conclusione di ogni attività quelli che erano stati  definiti quali obiettivi prestabiliti dovranno essere riformulati dai ragazzi nei termini di un’ipotesi o di un’idea verificabile attraverso altri percorsi similari per alla fine, diventare una conoscenza acquisita.

- Non concedere più tempo di quanto non sia ragionevolmente giudicato sufficiente per ottemperare alle richieste.

- Fornire  ai ragazzi tecniche  precise,  articolando i procedimenti  in  passaggi semplici e comprensibili perché nessuno, specialmente chi è svantaggiato, resti escluso dall’esperienza e dall’apprendimento.

 

I materiali della poesia

       Parlare di poesia è, ovviamente, parlare dei materiali di cui la poesia è costituita: le parole. Ma le parole sono anche materiali su cui si fondano i rapporti umani, la cultura intesa nel suo senso più ampio, la storia in quanto sviluppo di eventi sostenuti e generati da idee, ideologie, movimenti che la parola ha suggerito, stimolato, trasformato: sono concetti ovvii. La loro ovvietà accresce il desiderio di studiare i meccanismi attraverso cui le parole interagiscono tra loro e con i fatti del mondo, di approfondire il senso dei rapporti che, di una parola o di un seguito di parole, fa un messaggio.

        L’obiettivo finale è “Riconoscere materiali e le forme del linguaggio poetico” che così  formulato è complesso: risulta quindi necessario scomporlo in 5 obiettivi semplici programmati per ognuna delle 5 sequenze di lavoro che strutturano l’Unità qui proposta, ordinate in modo che il passaggio da una ad un’altra non lasci nulla di implicito, non dia nulla per scontato.

 

Il lessico

       Obiettivo: Avere consapevolezza che i “materiali” della poesia sono le parole abitualmente usate nelle comunicazioni quotidiane.

       Sequenza operativa: Consegna ai ragazzi del testo di una poesia:

Esempio:

Diritto e sottile, nato dal crepuscolo,

il pino è l’albero della brezza,

e dei venti che oscillano fra nastri di luce,

e dei venti colorati che soffiano dai mari.

(D. Thomas)

 

·     lettura dell’insegnante;

·     lettura personale silenziosa da parte dei ragazzi.

L’ascolto e la lettura sono finalizzati a:

·     promuovere un orientamento generale sul testo: riconoscimento della natura del testo; comprensione del significato referenziale, cioè del contenuto informativo;

·     stimolare la formazione di immagini mentali e di sentimenti di meraviglia attivata dalla suggestione semantica e fonica esercitata dalle parole.

·     trascrizione delle parole che formano il testo e loro “distri-buzione” in una tabella secondo alcune categorie grammaticali.

·     Osservazione delle parole poste nella tabella: non sono né ricercate, né inconsuete. Appartengono al linguaggio comune e due di esse provengono dalla lingua della geografia (crepuscolo, brezza).

·     Formulazione di una ipotesi, a conclusione dell’attività da riferirsi al testo esaminato e non generalizzabile.

La poesia non ha parole speciali; è costruita con le parole usate dalla gente comune.

 

Gli arcaismi

       Obiettivo: Riconoscere e capire le valenze degli arcaismi.

       Sequenza operativa. Consegna ai ragazzi del testo di una poesia.

Esempio:

Dolce e chiara è la notte e senza vento

e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti

posa la luna, e di lontan rivela

serena ogni montagna.

(G. Leopardi)

 

Si nota facilmente la parola sovra e la si avverte come desueta. Tenendo conto delle effettive conoscenze dei ragazzi, la riflessione dovrà considerare molteplici quesiti e proporre molteplici possibilità di risposte.

Ipotesi accessibili ai ragazzi:

·     la poesia è stata scritta in tempi lontani quando la lingua italiana era in parte diversa da quella che si parla oggi: concetto di varietà linguistica diacronica, che ha per fattore di cambiamento il tempo;

·     la parola desueta è indizio di una scelta stilistica fatta dal poeta che forse vuole:

1)  connotare nostalgia, rimpianto; suscitare nella memoria echi del passato; evocare tempi trascorsi;

2)  creare sensi e risonanze originali per la particolare forma sonora posseduta dalla parola; o perché quella parola, nel tempo è stata rivestita di particolari aloni semantici nei contesti in cui è stata usata; formulazione di una ipotesi a conclusione dell’attività.

La parola sovra ha un suono lieve, tenue; è più leggera della parola sopra che usiamo abitualmente perciò è più adatta ad accostarsi alle altre parole del  frammento: lievi, piane, quasi sussurrate, formano una trama musicale che esprime intensamente il silenzio e la quiete della notte luminosa.

       Cosa avviene nella poesia, perché le parole comuni, spesso opache e prive di risonanze, divengono canto, musica, evocatrici di memorie e di emozioni? Ricerchiamo risposte mediante le sequenze di lavoro sotto specificate.

 

L’ordine delle parole

       Obiettivo. Comprendere che le parole abituali, nella poesia, acquistano e generano particolari valori musicali e di senso per la disposizione inusuale loro assegnata nella catena del discorso:

       Sequenza operativa. Consegna ai ragazzi del testo della poesia.

Esempio:

Fluisce lenta con onde d’argento

la dolce brezza tra i pioppi.

Si bagna in essa con membra dorate

la gigantesca estate.

(A. Jòzsef)

 

Si eseguono le operazioni consuete (lettura, etc.), rilevando sia il ritmo lento, grave, armonioso, sia le vaste immagini solari.

I ragazzi ricevono questa consegna: riscrivi il testo occupando tutta la lunghezza della riga, abolendo la figura del verso e disponendo le parole secondo l’ordine della comunicazione abituale.

Confronto e riflessione: si rileggono a voce alta, alternativamente il testo originale e la parafrasi; da questa sono scomparsi il ritmo, la musicalità, la dorata grandiosità delle immagini.

Non sono state sostituite, aggiunte, tolte parole; è stato solamente modificato il loro ordine posizionale..

Si giunge ad un’ipotesi conclusiva: una disposizione non abituale delle parole può generare ritmo, canto, silenzio, musicalità particolari.

Verificare l’ipotesi mediante la lettura e la manipolazione di altre poesie.

 

Le combinazioni inattese

       Obiettivo: Comprendere che le realtà originali della poesia sono prodotte da combinazioni inattese delle parole.

       Sequenza operativa. Consegna ai ragazzi del testo della poesia.

Esempio:

Lievi tra i monti passano le ore dal

cuore fresco

e come capre saltellano sulle vette

cinte di sonagli di rame.

Il sole sta ormai in basso, dolcemente

piega il giorno

e lentamente in azzurri vapori la luce

s’appoggia sui tetti. 

( Kasanzakis)

 

Prima di distribuire il testo ai ragazzi, si assegnano “nomi” ai quali essi dovranno associare “verbi” e “aggettivi” (fare connessioni). I nomi dati sono i “temi” stessi della poesia.

Avuto il testo e letta la poesia, trascriveranno in una tabella le connessioni fatte dal poeta.

Confronto e riflessione. Il confronto fra le due liste di connessioni metterà in luce la distanza, la profonda diversità fra le elaborazioni degli alunni e lo scritto del poeta; pone in risalto l’originalità della visione e quindi la novità del linguaggio.

Si deve inoltre prendere coscienza che l’uso imprevisto e trasgressivo del linguaggio dipende da un “saper veder” personale che si scontra con la pigrizia di una visione abituale e rivela l’esistenza di realtà nuove entro le realtà conosciute.

Conclusione e verifica: si verbalizza sinteticamente la conclusione a cui si è giunti e la si sottopone a verifica, ricercando altre combinazioni inattese in differenti testi.

 

La scelta delle parole

       Obiettivo: comprendere che il poeta sceglie sempre le parole più ricche di senso e comprendere che, nelle strutture poetiche, le parole abituali si arricchiscono di sensi nuovi.

- Riprendere la poesia della sequenza precedente.

- Ricercare  il verso che ha come soggetto  (grammaticale e semantico) il nome “giorno” (piega il giorno) e stabilire il suo significato referenziale (il giorno finisce).

- Confrontare  tra loro le due espressioni  e decidere perché non  possono essere giudicate semanticamente equivalenti. (In quanto le due frasi hanno in comune il significato di base, strettamente informativo, denotativo, mentre la frase del testo è portatrice di altri livelli di senso, connotativi).

- Concludere sintetizzando la lettura.

- Verificare  la conclusione, leggendo altri testi e  reimpiegando le  competenze acquisite, Nel caso esaminato ora, considerare due fatti: l’ordine delle parole e l’uso transitivo del verbo.

 

Attività di produzione-verifica

       Tali attività vengono proposte per verificare/consolidare le conoscenze acquisite e per reimpiegare gli strumenti linguistici appresi.

       Produrre un breve testo a dominanza referenziale; manipolarlo, modificando l’ordine delle parole per ricercare un ritmo, un’into-nazione più musicale. Invitare i ragazzi ad elaborare  ‘combinazioni inattese’ (metafore, sinestesie)  per allenarli a scoprire il ‘nuovo’ ed esercitarli ad esprimerlo mediante procedimenti analogici, quali paragoni e similitudini, e mediante attività di riscrittura da un  “più denotativo”  ad un più “connotativo” miranti al potenziamento della

competenza lessicale e semantica.

       Di una poesia è possibile proporre, come attività finale, lo svolgimento di un commento, e cioè un testo in cui vengono esposti e valutati non solo i risultati dell’analisi testuale, ma anche le domande, le riflessioni, i giudizi espressi sui livelli (denotativo, connotativo, stilistico, ecc.) della poesia.

       L’esposizione e la valutazione possono avere come oggetto semplicemente le impressioni e le emozioni del lettore di fronte alla poesia, in questo caso verrà realizzato un commento impressionistico-emotivo, in cui viene dato spazio a libere e personali espressioni. Se l’esposizione e la valutazione hanno, invece, come contenuto i risultati dell’analisi e dell’interpretazione di tutta la poesia o solamente di una parte (verso, strofa) di essa, il commento prodotto sarà valutativo.

       Tale commento presuppone un lavoro approfondito. Si tratta, infatti, di cogliere i significati della poesia, esporli aggiungendo in modo logico ed organico considerazioni personali, facendo dei paragoni con altri testi ed altri autori, esprimendo dei giudizi motivati.

       Può essere utile al riguardo citare dei versi, riprendere e discutere il parere di altri lettori, fare riferimento ad ipotesi di interpretazioni diverse, ecc.

       Il commento può essere svolto non solo nelle forme scritta ed orale, ma anche costruendo ipertesti, testi, cioè, in cui sia possibile usare oltre alla parola, l’immagine, il gesto, il suono, ecc. tramite l’utilizzo delle tecnologie multimediali.

 

bibliografia

 

1)  N. Muschitiello, Come leggere poesia, Paravia, Torino.

2)  M. Fabris, Leggere poesia, Loescher, Torino.

3)  L. Brachi, C. Morandi, Orientarsi nei testi, Sansoni, Firenze.

4)  A. Tosi, Dalla madre lingua all’italiano. Lingue ed educazione nell’Italia multietnica, La Nuova Italia, Scandicci.

5)  Voce Poesia, Dizionario Enciclopedico Italiano, Treccani, Roma. 

 


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