IL LINGUAGGIO SPORTIVO

IL LINGUAGGIO SPORTIVO

PERCORSO

Marianna Forleo

PREMESSA

La scuola oggi attraversa un periodo di numerosi e profondi mutamenti; in particolare, tra le molte novità, ve n'è una che sembra profilarsi con chiarezza e che assume sempre più importanza negli orizzonti scolastici italiani: il concetto di competenza il quale riprende l'idea di abilità direttamente osservabili. Questa parola compare nella normativa scolastica italiana con i programmi per i professionali del 1992, ma anche i programmi di Lingua Italiana meno recenti che sono ancora in vigore nelle altre scuole tendono ad una scuola delle competenze e, in questo contesto, della competenza linguistica, definibile come un sistema astratto e interiorizzato di conoscenza che si ha di una lingua in particolare e che permette di formulare in modo creativo frasi riconosciute come “grammaticali” dagli altri parlanti la stessa lingua.[1]

Già i Programmi della scuola media del '79 segnano una svolta nel panorama scolastico nazionale. L'italiano viene visto, nel contesto dell'educazione linguistica, come linguaggio verbale tra gli altri linguaggi, ed è analizzato nelle sue quattro varietà d'uso, le abilità dell'ascoltare, parlare, leggere e scrivere che diventano finalmente oggetto d'insegnamento-apprendimento. Alla base dei programmi del '79 c'è la sociolinguistica; essa, studiando il rapporto tra lingua e società, pone al centro della sua indagine la lingua come strumento di comunicazione e punta la sua attenzione sulla molteplicità di varietà, funzioni e contesti d'uso della lingua.[2]

Grande spazio nei programmi del '79 viene dato alla lettura, sia in classe sia a casa; importante è la motivazione del leggere e, a tal proposito, i programmi invitano a scegliere letture che siano il più vicino possibile agli interessi degli alunni.

In tale contesto questo percorso didattico intende partire dalla lettura di un testo immediatamente vicino ai ragazzi, quale può essere un articolo tratto da un giornale sportivo che riguardi un incontro calcistico tra due squadre tra le più seguite dai ragazzi di oggi.

Ci si è chiesti: perché i ragazzi preferiscono leggere un articolo giornalistico sportivo piuttosto che un altro tipo di testo? La risposta immediata è stata che, in questo tipo di lettura, il preadolescente riesce ad elaborare il “senso del proprio sé” (noto passaggio critico nello sviluppo del preadolescente) attraverso l'identificazione con i protagonisti che, in maniera particolare i ragazzi, imitano nelle partite giocate il pomeriggio tra coetanei.

Partendo da questo punto si intendono raggiungere finalità che richiederanno interventi futuri e si vuole aprire un discorso che questa unità didattica non intende certamente esaurire.

Si ritiene utile dover sottolineare che nell'affrontare il percorso successivamente illustrato si danno per scontati i seguenti prerequisiti:

§       Sapere com'è strutturato un giornale;

§       Saper individuare, in un testo letto, il punto di vista in esso prevalente;

§       Conoscere il concetto e le caratteristiche di un linguaggio settoriale;

OBIETTIVI

1.     Acquisire padronanza della struttura e della tipologia dell'articolo giornalistico di argomento sportivo

2.     Sviluppare il piacere di leggere

3.     Utilizzare la struttura testuale conosciuta per produrre testi dello stesso tipo

DESTINATARI

Una classe terza di ventidue alunni di scuola media inferiore.

Il gruppo di ragazzi è eterogeneo sia dal punto di vista della provenienza sociale, che della competenza linguistica.

TEMPI

Circa venti ore.

METODOLOGIA

Si presentano ai ragazzi i seguenti articoli giornalistici apparsi nello stesso giorno, sabato 2 dicembre 2000, su due quotidiani sportivi diversi e che affrontano lo stesso argomento.

(Articoli)

Ogni ragazzo, avendo a disposizione i due testi, sarà invitato, dopo un'attenta lettura, ad evidenziare tutte le parole e le espressioni tipiche dello sport e, in questo caso specifico, del calcio, e quindi a trascriverle, specificando, con l'aiuto dell'insegnante e del dizionario, i rispettivi significati. Si porteranno così i ragazzi a comprendere che ogni sport si compone di un certo numero di termini tecnici particolari e di modi di dire caratteristici, che vanno a formare il linguaggio settoriale sportivo; da qui si incentrerà una conversazione per cercare di giungere ad una definizione condivisa di linguaggio settoriale, in cui sia chiaro che i linguaggi settoriali fanno parte della lingua comune, di cui rappresentano un'articolazione e con essa condividono fonetica e morfosintassi, mentre nel lessico prevalgono, appunto, i termini tecnici, legati, cioè, ad un argomento particolare; questa terminologia consiste in un insieme di voci che solo a volte sono usate al di fuori della lingua speciale e di parole tratte dalla lingua comune ma usate in una diversa accezione.[3] Inoltre si avvierà una discussione dalla quale si farà scaturire che talvolta i giornalisti si lasciano prendere dall'emozione e le loro parole esagerano i fatti, facendo prevalere, spesso, il loro punto di vista: il tiro diventa una “cannonata”, l'avversario viene “messo fuori combattimento”…

Da qui si partirà per avviare i ragazzi alla ricerca dei termini che il linguaggio sportivo mutua da altri campi (termini o espressioni guerreschi o militari: in questo caso “affonda sotto i colpi”; termini scolastici: pagella…).

Dall'esame e dal confronto dei due testi si sottolineerà il taglio simile ma non uguale degli articoli che trattano lo stesso argomento ma che non mancano di far affiorare alcune caratteristiche che contraddistinguono il punto di vista di chi scrive.

Da qui si trarranno conclusioni generali riguardanti lo scopo (che in questo caso è sì informativo, ma anche emotivo) che condiziona il mezzo linguistico, la situazione, il modo in cui avviene la comunicazione e quindi il registro. Lo scopo sarà, a questo punto, di rendere il più possibile consapevoli gli alunni della diversità degli usi linguistici, per renderli, a lungo andare, pienamente capaci non solo di fruire ma anche di usare in modo pertinente e consapevole le varietà linguistiche che l'universo comunicativo mette loro a disposizione, arrivando alla considerazione che ogni atto linguistico ha caratteristiche particolari che lo contraddistinguono dagli altri, perché è condizionato da numerose variabili che si combinano in modi diversi.[4]

La seconda fase del lavoro si svilupperà attraverso dei lavori di gruppo miranti ad analizzare, seguendo la falsariga della fase precedente, articoli sportivi scelti e portati in classe dagli stessi ragazzi, anche riguardanti sport diversi, in modo da poter ricavare, attraverso i confronti effettuati, somiglianze e divergenze nella struttura linguistica dei diversi articoli.

L'ultima fase del lavoro consisterà, una volta focalizzata la dimensione linguistica dei testi presi in esame, nella produzione, sulla falsariga di quelli letti ed analizzati nella fase precedente, di un articolo giornalistico che racconti e commenti un evento sportivo di immediata attualità, che risponda ai canoni dell'articolo sportivo standard senza, per questo, impedirne anche un'elaborazione personalizzata.

VERIFICA

Lettura di un testo sportivo. Compilazione di una scheda che preveda domande a risposta chiusa e aperta riguardanti: 1) il contenuto del testo; 2) la sua struttura linguistica; 3) il commento e l'espressione delle proprie opinioni ed emozioni a riguardo.

Inoltre, la stessa produzione scritta dei ragazzi, riguardante l'ultima fase del lavoro, fungerà da verifica.

VALUTAZIONE

Gli esiti delle verifiche potranno essere valutati in riferimento ai seguenti livelli di accettabilità:

§       Livello minimo di accettabilità: l'alunno legge ed espone con chiarezza i contenuti essenziali di un testo di cronaca giornalistica sportiva e identifica struttura e genere di appartenenza dello stesso;

§       Livello pieno di accettabilità: l'alunno ha acquisito le competenze riferite al precedente livello e, se guidato, riesce a rielaborare testi di cronaca giornalistica sportiva letti o ascoltati;

§       Livelli d'eccellenza: l'alunno ha acquisito le competenze previste dagli obiettivi dell'unità e utilizza la struttura testuale conosciuta per produrre testi di cronaca giornalistica sportiva originali e grammaticalmente corretti.

BIBLIOGRAFIA

AA.VV. Insegnare Italiano, La Nuova Italia, 2000.

F. Bruni, L'italiano: elementi di storia della lingua e della cultura, UTET, 1984.

M. Beretta, Linguistica ed educazione linguistica, Einaudi, 1977.

AA.VV., L'italiano a scuola, La Nuova Italiana, 1986

D. Bertocchi, Educazione linguistica e curricolo, Bruno Mondatori, Milano, 1981.



[1] L. Brasca, G. Ravizza, Didattica dell'italiano: le abilità linguistiche, in  AA.VV., Insegnare Italiano, La Nuova Italia, 2000.

[2] S. Criterio,  Didattica dell'italiano: una ricognizione sui programmi, in AA.VV., Insegnare Italiano, La Nuova Italia, 2000.

[3] F. Bruni, L'italiano: elementi di storia della lingua e della cultura, UTET, 1984.

[4] M. Beretta, Linguistica ed educazione linguistica, Einaudi, Torino, 1977.


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