girotondo
image

Cookie per gli annunci di Google e norme sulla privacy
Google
 

Preghiera per Anna
una bambina speciale


Iscriviti alla newsletter. Inserisci la tua e-mail:


Email



Leggi newsletter


Visita il sito del 1 Circolo Didattico di Forlì

Il mio blog
Il mio blog

Documenti, immagini, riflessioni critiche, metodologia, didattica della Storia.....
Laboratorio di Storia


Ipertesti, ipermedia prodotti dagli alunni
Laboratorio studenti

Leggi il Forum: intervieni sul Forum
I forum del sito

Il sito del cidi nazionale Il sito nazionale del CIDI

Sondaggio
Sondaggi di opinione

Guida alla normativa utile in ambito scolastico Guida alla normativa utile in ambiti scolastico

SCUOLA SICURA: sul sito www.codacons.it
Scuola sicura

DIGISCUOLA Progetto DiGi Scuola

Didaweb
Mail list delle funzioni obiettivo moderata da Marisa Bracaloni

Comunità di operatori scolastici impegnata nella ricerca/azione collaborativa

Sito del Ministero dell'Istruzione Tutto Autonomia sul sito del MPI

Biblioteca di Documentazione Pedagogica

Casa editrice di Roma specializzata sul tema dell'uso didattico delle tecnologie multimediali

Simulazione di una classe virtuale. Durante il corso è stata accessibile solo ai corsisti. IPSSS Brindisi

 

 

LA CONVENZIONE EUROPEA DEI GIOVANI


Testo definitivo adottato dalla Convenzione europea dei giovani

Bruxelles, 12 luglio 2002

Introduzione

"L'Unione deve diventare più democratica, più trasparente e più efficiente. Essa deve inoltre dare una risposta a tre sfide fondamentali: come avvicinare i cittadini - in primo luogo i giovani al progetto europeo e alle istituzioni europee? Come strutturare la vita politica e lo spazio politico europeo in un'Unione allargata? Come trasformare l'Unione in un fattore di stabilità e in un punto di riferimento in un mondo nuovo, multipolare?"

Dalla "Dichiarazione di Laeken sul futuro dell'Unione europea".

Il coinvolgimento dei giovani nella costruzione dell'Unione europea è uno degli obiettivi specifici della dichiarazione di Laeken. I giovani, oltre ad essere importanti per il futuro dell'Europa, hanno anche un ruolo fondamentale da svolgere nell'Europa di oggi. I solidi risultati conseguiti dalla Convenzione dei giovani dimostrano senza ombra di dubbio che i giovani dovrebbero essere coinvolti non solo per il fatto di essere tali, ma anche perché possono apportare un reale contributo alla costruzione dell'Unione europea di domani.

Possiamo guardare fiduciosi al futuro, di una fiducia fondata sui risultati del modello di integrazione più riuscito al mondo. L'integrazione europea ha garantito pace, stabilità e prosperità senza precedenti a milioni di cittadini, attraverso la soluzione dei conflitti nel rispetto dello stato di diritto. Per i giovani di oggi, la generazione più europea di tutti i tempi, la cooperazione europea è il modo naturale di affrontare i nostri problemi comuni. Non abbiamo paure o limitazioni ereditate dal passato e possiamo pertanto guardare fiduciosi al nostro comune futuro europeo.

L'Europa è già oggi più di un concetto tecnocratico o economico, ma dobbiamo svilupparla come una comunità politica, che si basi su valori comuni e offra una visione di un continente unito e pacifico. Questa visione dell'Europa è stata il sogno delle generazioni passate, che oggi siamo sul punto di realizzare. In questo processo un numero crescente di giovani concentra la sua attenzione sul superamento delle carenze e delle contraddizioni dell'Unione odierna attraverso la semplificazione dei trattati.

I giovani attivi a livello locale, regionale, nazionale e europeo possono svolgere un ruolo importante di stimolo del dibattito e promozione della cittadinanza attiva e dell'identità europea. Molti di loro lo svolgono nell'ambito di organizzazioni giovanili e di altre organizzazioni non governative, che spesso si sono mostrate capaci di raggiungere e rappresentare gli appartenenti ai gruppi più emarginati ed esclusi. Tuttavia i giovani, nonostante costituiscano un terzo dell'elettorato dell'UE, restano sottorappresentati negli organi decisionali dell'UE. Riteniamo che tutti gli organi competenti debbano prodigare maggiori sforzi per ovviare a questa situazione.

La Convenzione dei giovani ci ha permesso di chiarire le nostre idee: i giovani qui rappresentati chiedono un'Unione europea che offra una visione di un futuro unito e democratico, che assicuri un governo accessibile ai suoi cittadini e che disponga degli strumenti e della legittimità necessari per soddisfare le loro aspettative. Siamo stati audaci nelle nostre richieste: vogliamo una riforma ambiziosa dell'Unione, che la attrezzi per rispondere alle sfide di oggi e per cogliere le opportunità di domani. Un'Europa unita nella diversità è realizzabile. Non vi chiediamo più di quello che siamo stati disposti a fare e in grado di fare per noi stessi.

Missioni e progetti per l'Unione europea

Noi, giovani europei, abbiamo un'opportunità storica di esprimere le nostre opinioni sul futuro del Continente.

Siamo la prima generazione a vivere in un'unica Europa, senza cortina di ferro.

Vogliamo un'Europa della tolleranza, dell'apertura e dell'integrazione; un'Europa edificata sui valori fondamentali di pace, libertà, dialogo, uguaglianza, solidarietà e rispetto dei diritti dell'uomo e basata sul principio dell'uguaglianza tra gli Stati membri. Al centro della nostra visione c'è un'Europa responsabile dei e verso i suoi cittadini. È giunto il momento di creare una vera cittadinanza europea.

Un'Europa dei cittadini è un'Europa che persegue la coesione sociale all'interno dell'Unione e nel mondo; un'Europa votata alla pace e al rispetto, capace di dare risposte europee alle sfide europee, nel debito rispetto del retaggio e dell'identità regionale e nazionale dei suoi cittadini. Il cittadino europeo deve essere considerato non solo come singolo individuo ma anche in relazione al suo retroterra sociale, culturale e ambientale. Questo retroterra è influenzato soprattutto dalla sua identità nazionale. La nostra comune identità europea non può sostituire le radici nazionali; deve invece integrarle e ampliarle.

Dovremmo impegnarci nello sviluppo di un'Europa che discuta per decidere, con istituzioni più democratiche e trasparenti, un processo decisionale più efficace; un'Europa più vicina a noi, cittadini. L'Unione europea dovrebbe avere come obiettivo il progresso della democrazia, la modernizzazione delle strutture economiche e sociali, la protezione dell'ambiente e la lotta contro l'esclusione e la povertà.

Abbiamo bisogno di un'Europa presente sulla scena internazionale, con una forte influenza sulle principali decisioni strategiche internazionali, e quindi in grado di dare risposte valide alle sfide poste dalla globalizzazione. Per non essere più un nano politico, l'Europa deve disporre dei mezzi che le consentano di presentarsi come attore globale unito.

1. L'Europa non è soltanto un'entità economica e politica ma anche un'entità sociale di grande diversità culturale. Pertanto essa si deve impegnare per migliorare e sviluppare ulteriormente le sue maggiori conquiste politiche e sociali. È del tutto evidente che nell'intero continente la protezione sociale è diventata una componente della nostra identità. I diritti sociali sono diritti fondamentali e sono parte della cittadinanza europea. Oggi, soltanto a livello europeo si può garantire il benessere per tutti. Per diventare un'Europa sociale, l'UE dovrebbe sviluppare una normativa comune nei settori della politica sociale e delle pari opportunità. La Carta dei diritti fondamentali è uno strumento essenziale per la costruzione di un'Europa dei cittadini, purché diventi giuridicamente vincolante. Essa deve pertanto diventare il primo capitolo della costituzione europea. L'Unione deve consentire a tutti i cittadini europei di beneficiare della solidarietà comune e di ottenere riconoscimento, mobilità e libertà. Ciò implica un'armonizzazione sociale, che renda possibile coordinare le politiche salariali e quindi definire convenzioni collettive riconosciute in tutta l'Unione. Per questo abbiamo bisogno di un'Europa che difenda i servizi pubblici e preservi la sua missione.

Dopo il mercato unico e l'euro sarà il momento di creare un quadro culturale europeo. Il che significa promuovere i programmi di formazione e di mobilità per i giovani al fine di realizzare un mercato del lavoro libero e aperto. Ciò renderebbe possibile il superamento degli ostacoli al riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche professionali. Proponiamo di introdurre l'insegnamento del processo di integrazione europea.

2. Nella costituzione europea deve essere definita una ripartizione delle competenze chiara e trasparente tra l'Unione e il livello nazionale, affinché i cittadini capiscano chi è responsabile di cosa e come possono contribuire al processo politico. La ripartizione delle competenze deve essere informata al principio di sussidiarietà, che corrisponde meglio all'idea che al centro dell'Unione europea c'è l'essere umano.

3. Uno degli scopi fondamentali dell'integrazione europea è garantire lo sviluppo sostenibile nel continente. La crescita economica dovrebbe combinarsi a una solida politica sociale volta a conseguire un livello di occupazione più elevato e garantire i diritti fondamentali dei lavoratori, soprattutto tra i giovani. Devono essere sviluppate strategie dell'UE più incisive per la lotta alla disoccupazione di lunga durata. Devono inoltre essere difese norme ecologiche chiare, incluso nel settore della sicurezza nucleare. Perché l'Europa possa sperare in un futuro sicuro è indispensabile che sia gli Stati membri sia i paesi candidati cessino di utilizzare l'energia nucleare. Nella fase transitoria - fino alla chiusura di tutte le centrali - devono essere applicate norme di sicurezza rigorose e obbligatorie in tutte le centrali nucleari, al fine di garantire la nostra sicurezza. Inoltre l'UE deve sostenere le forme di energia rinnovabili.

4. Per trasformare l'Unione europea in un vero spazio di solidarietà, serve un bilancio europeo solido e potenziato. Il bilancio europeo dovrebbe essere finanziato in modo più equo di quanto non avvenga attualmente. Andrebbe pertanto presa in considerazione l'introduzione di imposte comuni per preparare l'Unione europea alle sfide dei prossimi anni, inclusa la fissazione di un'imposta comune sugli utili di capitale e di un'imposta sul consumo energetico (escluse le energie rinnovabili), che eviterà la concorrenza fiscale e il dumping sociale.

5. L'istruzione è un importante fattore di innovazione e di empowerment, ossia l'innalzamento del capitale di competenze professionali e nazionali. Il nostro compito deve essere garantire l'istruzione gratuita per tutti e offrire opportunità di formazione.

6. L'uguaglianza deve essere al centro del progetto europeo. È fondamentale per il concetto di cittadinanza europea. Vogliamo lottare contro la discriminazione in tutte le sue forme e a tutti i livelli della società. Non possiamo tollerare l'ingiustizia sistematica, sia essa fondata sul genere, l'origine etnica o sociale, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.

L'Unione europea dovrebbe rispettare e valorizzare tutti i suoi cittadini. Dovrebbe rafforzare i piani d'azione nazionali su inclusione sociale e povertà. Detti piani dovrebbero avere indicatori comuni di riuscita, consentendo così a tutti i cittadini di vivere dignitosamente.

L'Unione europea deve essere basata sulla solidarietà e la libertà. Deve adottare un regime comune in materia di immigrazione economica e un sistema equo e sicuro di asilo. Essa deve promuovere le esigenze e i diritti dei giovani. Devono essere adottati piani d'azione volti all'empowerment dei giovani europei.

7. Conformemente alla visione di un'Europa Unita, consideriamo tutti i paesi europei potenziali Stati membri dell'UE e appoggiamo l'allargamento dell'Unione europea. L'allargamento creerà una regione più vasta di pace e stabilità sul continente europeo, con tutti i vantaggi che ne conseguono. Dalla fine della guerra fredda, esiste una speranza di stabilità e coesistenza pacifica in tutto il continente. Questa prospettiva di stabilità e sicurezza porterà alla creazione di uno spazio di prosperità e di sviluppo sociale ed economico sostenibile.

8. La cooperazione internazionale è anche un antidoto contro il nazionalismo, i conflitti etnici e le dittature. L'Unione europea deve operare per la pace, la democrazia, i diritti dell'uomo, il disarmo e lo sviluppo in tutto il mondo. I diritti dell'uomo non sono affari interni; essi devono essere salvaguardati a livello internazionale. Poiché l'iniqua distribuzione della ricchezza nel mondo rappresenta una minaccia per la pace, la cooperazione economica è in sé uno strumento della politica di sicurezza. Una politica di sviluppo e cooperazione equa, coerente e forte è una necessità. L'UE ha una responsabilità particolare nei confronti dei paesi limitrofi e, come precedentemente affermato, noi consideriamo tutti i paesi europei potenziali Stati membri dell'UE.

9. L'Unione europea del futuro deve offrire reali possibilità di partecipazione ai suoi cittadini e soprattutto ai giovani.

10. La Convenzione sul futuro dell'Europa deve realizzare passi avanti decisivi nella riforma delle istituzioni europee. Devono essere precisate le competenze dell'UE e dei suoi Stati membri e introdotte norme chiare sulle istituzioni e i processi decisionali. Si dovrebbe seguire sempre il principio di sussidiarietà. Occorre definire con chiarezza il ruolo delle regioni e precisare l'autorità dei parlamenti e dei governi nazionali. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta al rispetto dell'impatto degli Stati membri meno popolosi. Dovrebbe essere stabilito un quadro pienamente democratico per l'Unione, in forma di sistema parlamentare federale.

11. Perché ci sia un'Europa forte in futuro è indispensabile che l'UE ponga un maggiore accento sull'ascolto dei giovani, agevolando la comunicazione interculturale e transfrontaliera. È essenziale avviare un maggior numero di programmi che mettano insieme gruppi di pari con interessi comuni. Giovani artisti, filosofi, psicologi, sociologi e politici dovrebbero essere riuniti e le loro opinioni manifestate e ascoltate. Dovremmo operare insieme quotidianamente perché la costruzione europea abbia successo.

Noi, membri della Convenzione europea dei giovani, siamo pronti a forgiare il futuro della nostra generazione, il futuro del nostro continente. Crediamo che una Convenzione dei giovani debba soprattutto formulare con chiarezza la richiesta di avvicinare l'Europa ai giovani. Abbiamo bisogno di una politica europea coerente per la gioventù, che dia risposte chiare ai problemi specifici dei giovani. L'Europa deve ora avere una visione chiara su istruzione, società dell'informazione, scambi interculturali di giovani, occupazione giovanile e problemi incontrati quotidianamente dai giovani emarginati. Noi, giovani europei, abbiamo bisogno dell'Unione proprio per questo.

La democrazia e la partecipazione in seno all'Unione europea - Per una democrazia europea

Noi cittadini sentiamo lontani Bruxelles e i processi politici che vi si svolgono. Lo dimostra l'affluenza, preoccupantemente bassa, alle elezioni per il Parlamento europeo. Né i cittadini in generale né noi giovani in particolare capiamo chi, a livello di politiche, è responsabile di cosa, nel labirinto della normativa europea. Le conferenze intergovernative e i vertici UE, da Maastricht a Nizza, hanno mostrato che il processo decisionale dell'UE non è né trasparente, né democratico e né efficiente.

Noi, giovani europei, esortiamo fermamente la Convenzione europea a impegnarsi per una maggiore democrazia, trasparenza ed efficienza, al fine di ristabilire il contatto con i cittadini. Per conseguire tale obiettivo occorrono riforme sostanziali, inerenti alla natura stessa dell'UE, che dovrebbero portare a una Costituzione federale che includa la Carta dei diritti fondamentali, una divisione più chiara delle competenze e una struttura istituzionale rinnovata dell'Europa, in cui i giovani europei abbiano maggior voce in capitolo.

La Carta dei diritti fondamentali

La Carta dei diritti fondamentali deve essere inclusa come parte centrale di tale Costituzione. Deve essere giuridicamente vincolante e costituire il nucleo della Costituzione.

Competenze

L'Unione del futuro deve essere basata sul decentramento e sulla diversità, non sulla piccola burocrazia e l'inflazione normativa. Ciò significa che all'UE competeranno soltanto le decisioni che non possono essere realizzate altrettanto efficacemente a livello nazionale o regionale. L'esercizio delle competenze dovrebbe essere basato sui principi di sussidiarietà e proporzionalità, il cui rispetto deve essere attentamente controllato. Il principio di sussidiarietà implica che le decisioni siano prese al livello di governo più basso. Dovrebbe essere definito un elenco delle competenze esclusive dell'UE e delle competenze concorrenti dell'UE e degli Stati membri, e dovrebbe essere indicato chiaramente che tutte le altre competenze sono degli Stati membri. Per realizzare un sistema politico efficiente e facilmente comprensibile dell'UE, il secondo e terzo pilastro dovrebbero essere fusi con il primo assicurando così una politica integrata dell'UE in tutti i settori politici.

Quadri istituzionali

L'Unione ha bisogno di un sistema decisionale democratico, aperto e trasparente e responsabile davanti ai suoi cittadini, al fine di ristabilire il contatto tra i popoli europei e le decisioni prese in loro nome. Questo sistema dovrebbe essere basato sul principio democratico della separazione dei poteri.

Poiché è il solo organo eletto democraticamente a suffragio diretto, il Parlamento, che rappresenta i cittadini, dovrebbe codecidere in tutti i settori politici. Dovrebbe avere piena competenza in materia di bilancio e disporre del diritto di iniziativa. Bruxelles dovrebbe essere la sola sede del Parlamento europeo e del suo segretariato. Inoltre il Parlamento europeo dovrebbe avere il diritto di proporre ed eleggere il presidente della Commissione europea nonché il potere di destituire singoli commissari e mettere in stato d'accusa il presidente della Commissione. I membri del Parlamento europeo dovrebbero essere eletti in elezioni europee uniformate.

Il Consiglio dovrebbe riunirsi in seduta pubblica. Le regioni costituzionali, d'accordo con i rispettivi Stati membri, dovrebbero partecipare al Consiglio dei Ministri in occasione dei dibattiti su questioni che rientrano nella loro sfera di competenza. Il Consiglio dovrebbe essere trasformato in una autentica seconda camera, che codecide con il Parlamento europeo sulla normativa UE. Le decisioni riguardanti settori particolarmente sensibili possono essere adottate con una doppia maggioranza, di Stati e popolo. Il diritto di veto dovrebbe essere eliminato dal sistema decisionale dell'Unione.

La Commissione europea è il garante della Costituzione europea. Essa deve essere trasformata in un vero esecutivo europeo, che deve rispondere pienamente davanti al Parlamento e al Consiglio. La Commissione europea deve consultare gli attori della società civile quando ricorre al suo diritto di iniziativa.

Tutte le materie di competenza dell'Unione dovrebbero essere soggette al controllo della Corte di giustizia. Ogni cittadino dovrebbe avere il diritto di rivolgersi alla Corte di giustizia. All'Unione europea dovrebbe pertanto essere conferita la personalità giuridica. In vista del notevole allargamento dell'UE, tutte le lingue ufficiali degli Stati membri devono essere riconosciute lingue ufficiali dell'UE. I risultati della Convenzione devono essere ratificati in un referendum europeo, al fine di garantire che i cittadini abbiano l'ultima parola sul futuro della loro Europa.

Partecipazione dei giovani europei

Le riforme dell'Unione europea non dovrebbero limitarsi a modifiche istituzionali e a un nuovo ordine di competenze. Il futuro dell'UE dovrebbe essere un'Europa creata dai suoi cittadini al servizio dei loro interessi e delle loro esigenze. Un dialogo più strutturato e più istituzionalizzato con la società civile dovrebbe garantire che l'UE decida su temi che interessano realmente i cittadini dell'Unione.

L'Unione deve includere nel suo sistema decisionale i molteplici gruppi sociali - linguistici, etnici e di altro tipo - esistenti al suo interno e fissare e conseguire obiettivi misurabili in materia di inclusione sociale e di eliminazione della povertà. I giovani europei devono essere coinvolti quanto prima possibile nei processi decisionali che interessano le istituzioni europee. Il processo di consultazione per il "Libro bianco sulla gioventù" è stato un buon esempio di come le istituzioni dell'UE possono collaborare con noi giovani, le nostre organizzazioni e altri settori della società civile.

Pertanto noi, rappresentanti dei giovani, invitiamo la Convenzione europea a garantire:

· che l'idea avanzata nel Libro bianco sulla gioventù di istituire un comitato della gioventù sia presa in considerazione senza indugio dalle istituzioni europee;

· che essa si impegnerà in una strategia di informazione che contribuisca a coinvolgere un numero maggiore di cittadini nel dibattito sul futuro dell'Europa;

· che, in questo quadro, ai cittadini di tutti i ceti sociali sia offerta l'opportunità di partecipare pienamente a tale dibattito; che l'Unione europea riconosca l'importanza della partecipazione di tutti i cittadini europei all'elaborazione e all'attuazione delle politiche nell'Unione europea e riconosca in particolare ai gruppi emarginati, quali i disabili e gli appartenenti a minoranze etniche, culturali e linguistiche, il diritto fondamentale di essere inclusi in questo processo;

· che, su questa base, l'UE studi nuovi modi di informare e istruire i cittadini in materia di Europa, affinché essi sappiano quale forma ha il loro sistema politico, al fine di promuovere le idee di un'identità condivisa e di valori comuni; che siano impartite lezioni specifiche sulla cultura, la cittadinanza e le istituzioni europee in ogni scuola elementare e secondaria, con il contingente annuo di ore organizzato liberamente da ciascun paese;

· che inoltre, si crei un forte legame tra giovani parlamentari e giovani elettori, per offrire ai giovani la possibilità di conoscere concretamente la politica europea;

· che tutti i cittadini UE abbiano un passaporto UE, uguale per tutti gli Stati membri.

L'Europa in un mondo globalizzato

L'approccio dell'Europa nelle relazioni con altre regioni del mondo, la sua politica estera, la sfida di garantire pace e stabilità e le sue strutture di difesa devono essere fondati sui valori europei di democrazia, libertà, uguaglianza, solidarietà e rispetto dei diritti dell'uomo.

La globalizzazione ha portato a un ordine mondiale multipolare con una crescente interdipendenza e, contemporaneamente, un crescente numero di attori. Tra questi ultimi figurano organizzazioni internazionali, ONG, grandi imprese multinazionali e singoli cittadini. In questo complesso ordine mondiale gli interessi dei cittadini europei saranno presi in considerazione soltanto se ci esprimiamo con un'unica voce.

La democratizzazione e lo sviluppo sostenibile devono essere obiettivi prioritari degli sforzi internazionali dell'Europa. È pertanto importante mantenere un dialogo attivo con quella che oggi rappresenta la periferia del mondo, in quanto non potrà esserci un progresso su scala mondiale finché sussisterà una divisione economica tra l'emisfero settentrionale e quello meridionale del pianeta. Dobbiamo inoltre promuovere decisamente il dialogo sul disarmo nucleare e convenzionale.

Soltanto le istituzioni sovranazionali sono in grado di garantire la stabilità e influenzare le forze della globalizzazione. Vogliamo che l'UE si adoperi per un mondo più cooperativo. L'UE deve accrescere la sua cooperazione soprattutto nel settore della politica estera. Occorre realizzare i seguenti interventi.

Sviluppo della Politica estera e di sicurezza comune

La politica estera deve diventare una competenza esclusiva dell'Unione europea. La politica estera e di sicurezza dovrebbe essere integrata e le decisioni dovrebbero essere prese democraticamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Dovrebbe esserci un unico commissario agli Affari esteri, che attui la politica comune.

Garantire la sicurezza in Europa

L'UE dovrebbe perseguire un approccio globale di promozione della pace e della sicurezza, basato sui seguenti elementi:

1) la prevenzione dei conflitti,

2) la gestione delle crisi, comprendente la Forza di reazione rapida (RRF) e i compiti di Petersberg,

3) la costruzione istituzionale postbellica.

L'UE deve sviluppare un'Identità di difesa. La Forza di reazione rapida consente all'Europa di partecipare alle operazioni di mantenimento della pace e di gestione delle crisi. Tuttavia essa non è in grado di operare senza i mezzi della NATO e non ha un ruolo di difesa dell'UE. Un esercito europeo sarebbe economicamente più valido e militarmente più efficace.

Nessuno Stato membro può tuttavia essere costretto, contro la sua volontà, a partecipare ad una struttura di difesa europea. L'UE rispetta il diritto degli Stati membri di partecipare ad accordi di cooperazione internazionale esterni all'Unione.

Solidarietà con il mondo in via di sviluppo

Soltanto progredendo sulla via della giustizia sociale e della solidarietà mondiale possiamo gettare le fondamenta della pace e della stabilità. L'UE dovrebbe conseguire l'obiettivo fissato dalle Nazioni Unite (sugli aiuti allo sviluppo) dello 0,7% del PIL entro il 2004, la maggior parte del quale fornito dall'Unione. L'UE dovrebbe dare la priorità ai paesi in via di sviluppo e aprire i propri mercati alle loro esportazioni. Essa dovrebbe ripartire gli stanziamenti destinati agli aiuti in modo equilibrato tra i governi e le ONG. La remissione del debito basata su accordi tra paesi donatori e paesi destinatari deve essere accresciuta per alleviare l'imponente peso del debito che grava sui paesi più poveri. La remissione del debito dovrebbe essere collegata ai progressi conseguiti in materia di diritti dell'uomo e di diritti fondamentali.

Immigrazione e asilo

La migrazione, oltre ad essere vantaggiosa dal punto di vista economico, è un fenomeno storico e naturale e rappresenta inoltre un elemento fondante della cultura europea. La globalizzazione del mercato ha reso ancor più necessaria la globalizzazione dei diritti fondamentali e quindi la libera circolazione. L'UE deve pertanto attuare una politica comune attiva di migrazione e integrazione e promuoverla nella società europea attraverso un processo di educazione continuo. Tutti gli Stati membri dell'UE dovrebbero condividere la responsabilità del controllo alle frontiere esterne dell'UE.

Lotta contro l'AIDS

L'UE deve sviluppare urgentemente un piano europeo di lotta contro l'AIDS, a seguito degli accordi delle Nazioni Unite. Dovrebbe adottare misure volte a facilitare la produzione e la distribuzione di farmaci generici contro l'AIDS.

Commercio internazionale

Garantire che i flussi di capitali, informazioni e risorse economiche mondiali vadano a vantaggio della società è un compito troppo grande per i singoli Stati nazione. L'UE dovrebbe impegnarsi più a fondo per promuovere migliori condizioni di lavoro a livello mondiale e neutralizzare le prassi anticoncorrenziali. La politica agricola comune (PAC) e la politica dei dazi doganali dell'UE sbarrano l'accesso dei paesi più poveri del mondo ai mercati europei, ostacolando lo sviluppo e riducendo gli scambi. Le politiche dell'UE relative a OMC, FMI, Banca mondiale e negoziati GATS devono rispecchiare l'esigenza di sviluppo sociale e salvaguardare i servizi pubblici (quali l'istruzione, la sanità, i trasporti pubblici).

Un ruolo guida nella "governance" globale

L'UE dovrebbe assumere un ruolo guida nella promozione della "governance" globale. La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, insieme ad altri valori europei, costituiscono una base estremamente valida per l'apporto europeo alle istituzioni internazionali. Gli Stati dell'UE devono esprimersi con un'unica voce nelle istituzioni internazionali. Inoltre, per essere più efficace ma anche più trasparente e vicina ai suoi cittadini, l'UE dovrebbe prendere in considerazione la tenuta di un dialogo permanente con la società civile e tener conto delle migliaia di cittadini aderenti a nuovi movimenti sociali che stanno discutendo un altro tipo di globalizzazione - la globalizzazione sociale e dei diritti.

L'UE dovrebbe adoperarsi per accrescere il ruolo dell'OCSE, della Banca mondiale e dell'FMI quali strumenti economici e dell'OSCE e del Consiglio d'Europa quali strumenti politici. Essa dovrebbe aderire pienamente all'opera delle Nazioni Unite, che è la principale organizzazione per quanto riguarda le relazioni internazionali. L'UE dovrebbe cercare di ottenere una propria rappresentanza presso le Nazioni Unite che sostituisca le rappresentanze nazionali degli Stati. Essa deve difendere i principi della giustizia internazionale sostenendo la Corte penale internazionale.

Sostenibilità

La sicurezza mondiale dell'ambiente deve essere la priorità assoluta della politica estera europea. L'UE dovrebbe promuovere questo tema nella società internazionale e adoperarsi per conseguire l'attuazione a livello mondiale degli accordi internazionali sull'ambiente.

L'accordo di Kyoto rappresenta una svolta nella politica internazionale, ma è soltanto la base per l'ulteriore sviluppo della cooperazione ambientale, che riveste un'importanza vitale. Un'imposta ambientale europea dovrebbe essere presa in considerazione e le imprese dovrebbero rispondere dei danni che causano all'ambiente ed essere responsabili dei loro prodotti dalla culla alla tomba. Lo sviluppo sostenibile è il solo modo per garantire il progresso mondiale a lungo termine e l'UE dovrebbe promuoverlo affinché sostituisca progetti a breve termine volti a conseguire profitti immediati ma effimeri.

Scienza e ricerca

L'Europa deve cooperare con altre regioni del mondo in materia di scambi nel settore della ricerca. Tale cooperazione potrebbe produrre uno sviluppo più rapido ed efficace e rafforzare la diffusione della democrazia e del benessere nel mondo.

Terrorismo internazionale

L'UE deve lottare contro il terrorismo nazionale e internazionale, che costituisce una minaccia per la democrazia, la libertà e la sicurezza. In tale prospettiva è estremamente importante promuovere la democratizzazione, la società civile e lo sviluppo umano nei paesi in cui il terrorismo internazionale è maggiormente presente.

Cooperazione con altre regioni del mondo

Dobbiamo rivolgere particolare attenzione ai paesi limitrofi dell'Europa, quali gli Stati mediterranei e la Comunità di Stati indipendenti, nonché i paesi con cui l'Europa ha forti legami storici e culturali, ad esempio quelli dell'America latina.

L'allargamento non deve portare alla creazione di una nuova cortina di ferro in Europa. L'UE deve dare priorità alla cooperazione con i nostri vicini orientali. Un maggiore coinvolgimento dell'UE in questi paesi sosterrà le democrazie nascenti, impedirà la violazione dei diritti umani e contribuirà allo sviluppo di una libera economia di mercato.

Il Mediterraneo è la frontiera meridionale dell'UE. La cooperazione euromediterranea nel quadro del processo di Barcellona dovrebbe essere una delle priorità della politica estera dell'UE, al fine di promuovere la stabilità in questa regione sensibile. L'UE deve dimostrare più attivamente il suo impegno a favore del mantenimento della stabilità e della promozione di democrazia, uguaglianza, stato di diritto e libertà fondamentali in tutte le aree europee in cui questi ultimi non sono rispettati.

L'UE deve usare i suoi forti legami storici e culturali con l'America latina per rafforzare il progresso democratico e lo sviluppo sociale ed economico in questa importante regione. Le relazioni tra gli Stati Uniti e l'Europa sono state un importante fattore di stabilizzazione negli ultimi decenni e dovrebbero continuare ad esserlo negli anni a venire. Il dialogo euroarabo dovrebbe essere intensificato. L'UE dovrebbe stabilire legami e cooperare strettamente con altre strutture regionali quali il MERCOSUR, l'ASEAN e l'Unione africana.

L'Europa dovrebbe promuovere a livello internazionale la sua diversità culturale e di valori.

Dobbiamo rispettare la cultura e i valori di altri popoli e incoraggiare la cooperazione e lo scambio culturale, in particolare tramite la società civile e i giovani. Ai giovani europei dovrebbe essere offerta l'opportunità di sviluppare abilità e competenze per rispondere alle sfide di un mondo globalizzato e competitivo e capire il loro ruolo in tale contesto.

Conclusioni

Le raccomandazioni contenute nel presente documento sono il risultato di tre giorni di lavoro di 210 rappresentanti provenienti da 28 paesi. Perché questa Convenzione dei giovani e i risultati conseguiti non siano considerati semplicemente un'operazione di pubbliche relazioni, riteniamo fondamentale che le nostre raccomandazioni siano incluse nelle discussioni dei gruppi della Convenzione europea.

Ci impegniamo ad agire come paladini di questo processo. Riferiremo sui nostri lavori ai giovani  che rappresentiamo e ai giovani europei in generale per far sì che la discussione sul futuro dell'Europa non sia riservata a un numero ristretto di cittadini europei. Riteniamo che questo impegno sia di importanza fondamentale e rientri naturalmente tra i compiti di un delegato alla Convenzione dei giovani.  In cambio chiediamo una consultazione regolare e una partecipazione diretta dei giovani alla continuazione dei lavori della Convenzione sul futuro dell'Europa e al processo decisionale delle istituzioni dell'UE in generale. La Convenzione dovrebbe includere un più forte riferimento ai giovani nella costituzione federale, affinché le questioni relative alla gioventù siano prese in maggiore considerazione, mentre la responsabilità principale per la politica in materia di gioventù  dovrebbe restare tra le competenze degli Stati membri. Il trattato costituzionale dovrebbe riconoscere il ruolo delle organizzazioni non governative e delle parti sociali in relazione alle istituzioni dell'UE, per una migliore partecipazione dei cittadini in seno all'Unione europea.

La Convenzione dovrebbe coinvolgere le organizzazioni giovanili, i delegati dei giovani e altri giovani attivi quale fonte di idee innovative; per quanto ci riguarda diamo la nostra disponibilità e, crediamo, ci interpellerete al riguardo per garantire che siano avanzate le idee, le visioni, i contributi, le preoccupazioni e gli interessi dei giovani.

Inoltre riteniamo che la Convenzione europea debba riferire al Praesidium della Convenzione dei giovani su come le nostre richieste sono integrate nei progetti dei gruppi e nei progetti di trattato. La Convenzione dei giovani invita la Convenzione europea a presentare, prima della conclusione dei lavori, i progetti elaborati a una seconda sessione della Convenzione dei giovani. Per questo, incarichiamo il nostro Praesidium e il Forum europeo della gioventù di preparare una seconda sessione e di lanciare un'iniziativa della Convenzione dei giovani volta a organizzare una consultazione regolare e più ampia dei giovani e delle associazioni giovanili in tutta Europa per l'intera durata dei lavori della Convenzione europea. Auspichiamo che il necessario sostegno sia fornito dalla Convenzione e dalle istituzioni dell'UE.


 
Indietro

 

UNICEF

 

Italia ONLUS

 

Diritti umani

 

Rivista pedagogica e didattica
Rivista pedagogica e didattica

 

Virgilio
funzioni strumentali