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Proposta Moratti: a scuola si paga

La Repubblica - 05-12-2001


La controriforma del ministero dell'Istruzione presentata ai sindacati: taglio netto alle ore di lezione, un anno in meno alle superiori

Sparisce il tempo pieno, una tassa per chi vuole l'orario lungo


ROMA — Taglio drastico delle ore di lezione: da 12 mila e 700 a 9 mila e 900 dalla prima elementare all'ultimo anno delle superiori. Cancellazione del tempo pieno alle elementari. Le famiglie che vorranno mantenere le 40 ore settimanali dovranno pagare la differenza. Obbligo formativo e scolastico fino a 18 anni. Addio al modulo di tre docenti per due classi alle elementari. Ma la controriforma dei cicli non piace ai sindacati della scuola. I segretari della Cisl e della Cgil scuola, al termine dell'incontro con il coordinatore della commissione, il professor Giuseppe Bertagna, l'hanno bollata con un secco no. La Cisl: «La scuola ne esce penalizzata, sia nel percorso complessivo, che nell'offerta formativa. La proposta suscita molti interrogativi rispetto all'organizzazione del lavoro e al destino professionale dei docenti». La Cgil: «Si chiede al paese di tornare al passato, si ricreano due canali separati tra scuola e formazione. Lanciamo per il 19 dicembre una giornata nazionale in tutte le regioni». Possibilista lo Snals: «Uno studio sul quale si può lavorare». La netta opposizione della Cgil e l'improvviso irrigidimento della Cisl, i due sindacati più forti nella scuola, non agevoleranno il già arduo percorso della controriforma della Moratti.
La proposta della commissione Bertagna, al lavoro da quattro mesi, ruota attorno ad uno schema chiaro: tre anni di scuola materna facoltativa, cinque anni di elementari, tre di medie inferiori e quattro di superiori. Per chi frequenta la scuola dell'infanzia ci sarà l'abbuono di un anno negli otto anni di elementari e medie. Al termine del terzo biennio, lo studente sceglie se a 14 anni proseguirà con i licei, gli istituti tecnici o la formazione professionale. Le scuole superiori si riducono di un anno. La maturità è a 18 anni.
Il primo effetto della proposta Bertagna è la riduzione drastica delle ore obbligatorie di lezione. Oggi, dalla prima elementare all'ultimo anno delle superiori, sono all'incirca 12.700. Con il nuovo sistema, come ricorda un recente studio di Tuttoscuola, si ridurranno a 9.900. Che fine faranno le decine di migliaia di docenti in sovrannumero? Dal ministero nessuna risposta. È vero che la proposta prevede 300 ore annuali facoltative per seguire i corsi d'inglese ed informatica, ma la riduzione dell'orario e 25 ore settimanali per tutto il percorso scolastico suona come il de profundis del tempo pieno alle elementari, che oggi viene scelto da 546 mila famiglie. Molte perplessità anche sulla riduzione da 5 a quattro anni per tutti gli indirizzi delle superiori: le ore di lezioni calerebbero dalle attuali 5 mila a 3.300. Ma anche la formazione professionale, uno dei punti cardine della proposta Bertagna, ha sollevato più critiche che consensi. Le Regioni hanno fatto capire con molta chiarezza di non accettare il diktat del ministero, con l'aggravante di non essere state neanche consultate su un tema che ritengono, a ragione, di loro esclusiva competenza. Critica anche la Confindustria: lo ha scritto a chiare lettere sul Sole 24 ore il responsabile del settore cultura e formazione. L'associazione degli industriali chiede al governo di portare a 16 anni l'obbligo di frequentare la scuola, come prevedeva la riforma Berlinguer, facendo iniziare i corsi di formazione professionale solo dopo.


MARIO REGGIO

Riforme

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