Metalinguaggio


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"Dal momento che abbiamo stabilito di non usare linguaggi semanticamente chiusi, dobbiamo usare due diversi linguaggi per discutere il problema della definizione della verità e, più in generale, ogni problema nel campo della semantica. Il primo di questi linguaggi è il linguaggio "di cui si parla" e che è oggetto dell'intera discussione; la definizione di verità che stiamo cercando si applica agli enunciati di questo linguaggio. Il secondo è il linguaggio nel quale noi "parliamo intorno" al primo linguaggio e in termini del quale vogliamo, in particolare, costruire la definizione di verità per il primo linguaggio. Ci riferiremo al primo linguaggio come al "linguaggio-oggetto" e al secondo come al "metalinguaggio". [...] In questo modo arriviamo a una vera e propria gerarchia di linguaggi. "

(Alfred Tarski, La concezione semantica della verità e i fondamenti della semantica , in L. Linsky (a cura di), Semantica e filosofia del linguaggio , Milano, Il Saggiatore, 1969, pp. 38-39)


Linguaggio oggetto e metalinguaggio


Con riferimento a un’indagine su fenomeni linguistici, il linguaggio in cui viene espressa l’analisi si chiama metalinguaggio e i linguaggi che vengono presi in esame si chiamano linguaggi-oggetto. In breve, i metalinguaggi parlano dei linguaggi-oggetto.

Capita a volte che linguaggio-oggetto e metalinguaggio coincidano fra loro: si può, ad esempio, impiegare l’italiano per studiare l’italiano. Occorre allora prendere delle precauzioni: in particolare, parole (o proposizioni) dovranno figurare tra virgolette quando si riferiscono a nomi di cose (o a composti linguistici) del linguaggio-oggetto piuttosto che alle cose (o ai fatti circa le cose) cui il linguaggiooggetto si riferisce.

Alle teorie dei linguaggi spetta un ruolo cruciale nello sviluppo della logica, perché i linguaggi sono un supporto essenziale per il ragionamento, il quale costituisce oggetto primario d’interesse per la logica. La logica contemporanea si affida fortemente a linguaggi-oggetto che sono al contempo simbolici, artificiali, e interamente sottomessi a formalismo: solo entro tali linguaggi, a quanto pare, si può seguire con sicurezza il filo di Arianna.

Due principali livelli di descrizione, e cioè sintassi e semantica, entrano in genere nello studio di un linguaggio-oggetto artificiale. Per lo meno gli aspetti salienti della sintassi, ossia i criteri di “buona-formatezza” per i costrutti del linguaggio, spesso vengono descritti tramite la notazione delle grammatiche (estesa alla Backus-Naur): questo ci fa osservare che perfino il metalinguaggio può essere artificiale, a volte.

Un metalinguaggio artificiale viene talvolta prescelto a uno informale o semi-formale anche quando si tratti di descrivere la semantica, ossia di chiarire cosa sia designato dalle espressioni benformate. Per esempio, vi sono un buon numero di linguaggi formali generalizzanti le grammatiche, che offrono eccellente aiuto nelle traduzioni meccaniche fra linguaggi-oggetto.
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dal sito: http://www.univ.trieste.it/~eomodeo/InformaticaFormazione06-07/Grammatiche/objMetaPanelIt.pdf


Funzione metalinguistica

E' propria dei testi e dei messaggi in cui la lingua viene usata per spiegare e analizzare se stessa o un'altra lingua assunta come oggetto. Testi a dominante funzione metalinguistica sono, perciò, i testi di grammatica e i dizionari, ma è molto frequente anche nei testi scolastici e nei testi divulgativi.


Competenza metalinguistica

Capacità di descrivere i meccanismi di funzionamento della lingua. Finalità dell'insegnamento linguistico-comunicativo-espressivo.
La competenza metalinguistica rientra nella competenza comunicativa e si realizza in atti comunicativi quali chiedere e dire come si dice una parola o come si chiama un oggetto in lingua straniera, chiedere di ripetere, chiedere una spiegazione lessicale; nell'insegnamento delle lingue la competenza metalinguistica è essenziale per facilitare il compito e richiede l'uso di una terminologia specialistica ("nome", "aggettivo", "soggetto", ecc.).



 
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