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Date "il pane e le cose" a bambini/e


 


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Frammentarietà della persona e del sistema


Il lupo ha paura della LIP?


Assenza/Presenza, Essere/Fare


Alcune considerazioni sull'anticipo a 5 anni


Riequilibriamoci


Ma la scuola è una cooperativa muratori e cementisti?


La Scuola restituisce


Ti tolgo, ti taglio e valutar ti voglio


Mentre Renzi & CO si sperticano per convincerci che stanno pensando alla scuola, io continuo a pensare che non dovrebbero più fare una sola mossa.

La scuola elementare, abitata da tante maestre e maestri impegnati a confrontarsi con le problematiche di una società malata di disoccupazione, precariato, fretta, welfare quasi inesistente, con conseguenze indescrivibili sulla pelle di tanti bambini e bambine, chiede silenzio, rispetto e buon senso nella gestione di ogni scuola e del Paese. Buon senso e attenzione verso la situazione reale della scuola privata di ogni risorsa.
Le maestre e i maestri sono il terminale sensibilissimo delle inadempienze dell'amministrazione e cercano con caparbia determinazione di porre un freno alle richieste di performance che nulla hanno a che fare con le esigenze di sani apprendimenti, esperienze concrete dei bambini e delle bambine.
Esse/i hanno a che fare ogni giorno con le “piccole cose” dei piccoli, con le loro smemoratezze, con i conflitti cognitivi, con la voglia di movimento e di sane litigate fuori dagli occhi disattenti degli adulti sempre più impegnati nello sterile esercizio di presupporre un'infanzia senza gambe, braccia, sensi.
Esse/i hanno a che fare con spazi inadeguati, con tempi contingentati e con la prassi del tappare i buchi delle assenze dei colleghi invece di organizzare recuperi di alunni in difficoltà. Non c'è alcun rispetto per la pedagogia, per i tempi lunghi dell'apprendimento-insegnamento, ma in compenso ci sono le e-mail della segreteria che avvisano di progetti e progettuzzi del territorio, segreterie ormai “smaterializzate” che informano il giorno prima per il giorno dopo delle compresenze sottratte per far fronte alle assenze con la propria presenza un'ora qui e l'altra là.
Essi/esse si trovano in refettori angusti, senza spazio per muoversi fra gli sgabelli stipati, senza un bicchiere, un tovagliolo, un piatto che sia un vero piatto. Tutto si porta rigorosamente da casa per onorare il risparmio dei poveri.
Essi/esse sono ancora una volta beffati dallo Stato e dai suoi funzionari che nascondono il nulla per apparire graditi al ministero di turno, per apparire in grado di dirigere senza un soldo ubbidendo supinamente, magari con un bel sorriso rassicurante.
E mi domando con quale coraggio si può chiedere ancora e ancora che le scuole si autovalutino, che gli insegnanti vengano valutati, dopo averli privati di qualsiasi voce in capitolo nelle scelte, della libertà d'insegnamento condizionata ogni giorno di più da una sequela di circolari interne che rispettano le imposizioni ministeriali esterne.

Ehi di casa! Ispettori, dirigenti, docenti referenti di questo e di quello, vi rendete conto dell'ipocrisia che ammorba il sistema scolastico a cominciare da “La buona scuola” su cui dovremmo dire la nostra?! Abbiamo detto la nostra mille volte e sotto tanti ministri e ministre, ma chi mai ha ascoltato? Di anno in anno siamo stati “tagliati” di tutto fino al punto che la scuola viene mantenuta dalle tasche nostre e delle famiglie, viene letteralmente finanziata da noi che oltretutto abbiamo stipendi bloccati da anni e che ci prestiamo all'orribile gioco di tappare i buchi delle assenze altrui sottraendo lavoro a supplenti e precari!
In tutto questo clima di ipocrisia, di furore valutativo per giungere a una qualità che mai più verrà così raggiunta, di un sistema a premi che stimolerà le piccole meschinità di cui è capace il genere umano quando deve “arrangiarsi” per distinguersi, per farsi notare al fine di racimolare qualche soldo in più, le maestre e i maestri dovrebbero serenamente educare, potenziare, istruire per preparare all'Invalsi…
Più che di una consultazione ci sarebbe stato bisogno di un modulo da compilare per raccogliere informazioni sulle inadempienze dell'amministrazione nei confronti di bambine e bambine, allora forse tutto questo dire che la scuola è al centro delle preoccupazioni del governo avrebbe avuto credibilità. Almeno sarebbe stato possibile per docenti, studenti e famiglie segnalare poche cose da dare per avere una scuola a misura di persone, non dico di terzo millennio!
Proviamo a ragionare sulle cose: gessi bianchi e colorati, colori di ogni tipologia, carta di ogni tipologia, lavagne scrivibili e dai fogli girevoli, righe, squadre, compassi, materiali per il laboratorio di scienze, carte geografiche aggiornate, giardini, giochi, penne e quaderni per i bambini che non hanno mezzi, atlanti, libri di narrativa per ogni fascia di età, aule e refettori con spazio vitale a norma di legge per ogni bambino, termosifoni a norma, condizionatori, vari attrezzi per la palestra, strumentario aggiornato per la musica, ecc… Se poi la si volesse veramente, si dovrebbe garantire tutta la tecnologia necessaria per l'interazione da ogni postazione degli alunni alla parete…e se lo si volesse ancora veramente, si dovrebbero aprire gratuitamente tutti i musei alle classi, si dovrebbe consentire l'uso gratuito dei trasporti alle classi per uscite sul territorio stipulando convenzioni con i Comuni…

Mi fermo così che ognuno/a possa aggiungere a piacere…

Se si vuole valutare la scuola prima bisogna spendere e garantire spazi adeguati, tempi distesi, strumenti e personale onestamente pagato.

p.s.: aggiungo: adottiamo la LIP

https://comitatoscuolapubblica.files.wordpress.com/2014/06/testo_legge_popolare_2006.pdf

23 settembre 2014

 


Presentazione del libro 2014


Noi maestre siamo così


Date “il pane e le cose” a bambini/e


Alla ricerca della dignità perduta


Il tempo, le parole, i bambini


Semplicemente!


Sul taglio di un anno del percorso scolastico


Fonematico, globale, sillabico, misto…?

 


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