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Scuola dell'Infanzia : no all'anticipo a due anni e mezzo di età


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C'era una volta il tempo pieno


Alcune brevi iniziali considerazioni...


Affettivo e cognitivo nella relazione educativa


Favoletta per sciopero


Funghi e Peter Pan


La qualità della scuola domani


Libri di testo e portfolio


Non giochiamo in difesa


Per un diversa struttura modulare


Rallentare la corsa


Sciopero unitario


Terremoto culturale


Un possibile modo di valutare


 

Potenziamento dei nidi (da 0 a 3 anni)

Scuola elementare : no alla destrutturazione del tempo pieno attuale : noi vogliamo la presenza alla pari di due docenti che agiscono in modo integrato per ciò che riguarda il campo metodologico-didattico-educativo-valutativo di intervento sulla classe, classe che vogliamo assolutamente unita senza che vengano divisi i bambini in gruppi di livello, di compito ed elettivi, divisioni suggerite nelle "raccomandazioni" allegate alla legge di riforma Moratti! I bambini delle elementari, per le caratteristiche della loro età, devono invece godere di un'identica offerta formativa con le stesse opportunità e, nel caso di necessità, devono poter godere di interventi individualizzati anche con più cospicue risorse per l'integrazione e il sostegno (vedi inserimenti degli stranieri e dei diversamente abili).

No alla destrutturazione dei moduli che vedono la corresponsabilità alla pari dei docenti sulle classi a loro assegnate: le maestre e i maestri hanno sostenuto corsi d'aggiornamento numerosi a partire dai Nuovi Programmi del 1985 proprio per giungere a un tipo di professionalità che voleva la collaborazione e la condivisione dei percorsi senza alcuna gerarchia fra di loro, di conseguenza diciamo no alla funzione e alla figura del tutor : tutti gli insegnanti, per la loro funzione educativa, sono tutor con pari responsabilità.

No all'anticipo a 5 anni e mezzo per lasciare il tempo ai bambini di crescere sotto il profilo relazionale e degli apprendimenti nella scuola dell'infanzia , grande scuola italiana!

No a qualunque tipologia di diminuzione oraria relativa alle materie del curricolo sia per la scuola elementare sia per la scuola media , perché tale diminuzione inciderebbe profondamente sulla qualità del binomio insegnamento/apprendimento, quindi no all'introduzione di materie opzionali a richiesta : ciò disgregherebbe sia l'unitarietà del curricolo sia le classi che vogliamo assolutamente unite con identiche opportunità per gli alunni.

Un accenno va fatto alle ore di inglese e a quelle di ed. tecnica alle medie che subiranno decurtazioni in termini di ore, proprio quando è più alta la richiesta della società di inglese e tecnica!

 

Scuola superiore : noi vogliamo che, per questo segmento di scuola non ancora coinvolto direttamente dalla riforma, venga fatta la più estesa consultazione prima di qualsiasi decisione avventata su curricoli, passerelle, indirizzi di studio, esami di fine percorso, valutazione...

In conclusione, la scuola è l'istituzione che accoglie ogni essere umano in formazione, quindi altissima è la responsabilità di chi deve decidere per i figli di tutti : l'impegno di una società civile verso la scuola deve essere altissimo, perché è l'impegno per noi stessi e per il nostro stesso futuro nello spazio e nel tempo che "abitiamo" e che "abiteranno" i nostri figli.

Comunque, in generale, noi vogliamo garantire UNA VERA AUTONOMIA ALLE SCUOLE DI INDICARE PRIORITA' E NECESSITA' IN TERMINI DI CURRICOLI, ORARI E ORGANICI.

 

NOI VOGLIAMO CHE I DOCENTI POSSANO FARE RICERCA DIDATTICA NELLE SEDI DI OGNI SINGOLA LORO SCUOLA, PERCHE' NOI RISPETTIAMO IL LORO RUOLO DI TECNICI ESPERTI DELL'INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO E DESIDERIAMO CHE POSSANO ESPRIMERE LE LORO PROFESSIONALITA' E CONDIVIDERLE PER FRONTEGGIARE, CON LE LORO PROPOSTE, LA DISPERSIONE E IL DISAGIO.

 

Claudia Fanti

6 maggio 2004

 

 


Valutare alle elementari


Aria di valutazione Invalsi - obbligatoria per giunta!


Caro nonno ti scrivo....


Flessibilità


Indicatori di qualità del tempo pieno attuale


Lettera ad una professoressa. Punto


No all'anticipo


Pedagogia conversazionale


Persone di scuola


Professionisti affettivi. Attenti osservatori


Riflessioni a margine della quotidianità


Solitudini in cerca di firma
Un futuro di innovazione e sperimentazione

Un ringraziamento sentito


 

 


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