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Persone di scuola o dell'essere miti e riflessivi


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C'era una volta il tempo pieno


Alcune brevi iniziali considerazioni...


Affettivo e cognitivo nella relazione educativa


Favoletta per sciopero


Funghi e Peter Pan


La qualità della scuola domani


Libri di testo e portfolio


Non giochiamo in difesa


Per un diversa struttura modulare


Rallentare la corsa


Sciopero unitario


Terremoto culturale


Un possibile modo di valutare


Il "nuovo" corso

Molte/i di noi non sanno che cosa sia il "nuovo corso" che in realtà è vecchia storia prima di essere invecchiato, non ci appartiene!

Non ci appartiene, da cittadine/i del 2004, la cultura imperante della guerra preventiva; non ci appartiene la cultura del sopruso travestito con la pelle della democrazia; non ci appartiene la cultura di chi pare ancora non conoscere la "situazione" psicologica dell'essere umano in guerra e poi cerca "fieramente" di punire i mostri torturatori che ha creato; non ci appartiene la falsa ignoranza dei potenti che non vogliono assumersi la responsabilità della trasformazione che avviene in un giovane mandato al macello e a macellare; non ci appartiene neanche la volontà di spedire soldati per "dare"la democrazia ad altri che vorrebbero costruirsi un futuro con le proprie forze e le proprie intelligenze, senza intervento alcuno.

Nulla ci appartiene se non la consapevolezza della altrui gioventù, della vita che vuole vivere senza predeterminazioni e paure.

Rispetto per la vita

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Ci appartiene il rispetto per un filo d'erba, per un passerotto che vuole nutrirsi delle nostre briciole senza che noi lo tocchiamo; ci appartiene il riso di un bimbo a cui ci rivolgiamo per ascoltarlo e per seguirlo; ci appartiene la voce delle colleghe che ci incoraggiano e che noi incoraggiamo di fronte alle difficoltà del quotidiano; ci appartiene il rispetto per la cultura, per la poesia, per la storia dei nonni che avrebbero voluto la libertà nostra di farci loro interpreti nel mondo quando non fossero stati più al nostro fianco per godersela e viverla.

Una scuola mite prolungamento di una storia da ricordare

La scuola di base che abbiamo costruito è una scuola mite, che ha cambiato il volto dell'Italia, l'ha resa forte e consapevole delle difficoltà dell'integrazione, del progresso, del riscatto sociale dei deboli, degli emarginati.è la scuola che ha tentato e a volte saputo superare gli individualismi, che ha fatto della solidarietà, dell' integrazione e della comprensione un vessillo italiano nel mondo, è una scuola che ha saputo aggiornarsi e superare ogni ostacolo quando nessuno la considerava degna di risorse.

La scuola dell'ascolto, dell'autocritica quando l'infanzia mostra di non "esserci", della sofferenza quando non sa aiutare bambini depressi che non hanno trovato ascolto in famiglia, della riflessione su se stessa, sui propri contenuti, sui propri tempi, sui propri errori, non è la scuola delle riforme "ben organizzate" dall'alto, "ben costruite" nello scandire orari, laboratori, verifiche interne ed esterne, nel distribuire compiti di tutorato, bensì è la scuola delle persone, insegnanti e discenti, che si guardano negli occhi, che conversano, dialogano, agiscono, fanno, costruiscono senza imposizioni, senza opzioni, senza frattura fra diversi stili di apprendimento pur sapendo che esistono e ci fanno splendidamente diversi, ma uniti in un percorso di fratellanza nella cultura che non è data, ma scoperta continua, creazione, invenzione, sapere che si plasma nella consapevolezza che il futuro è da modellare in modo sempre diverso tenendo conto della memoria di ciò che è stato, della storia che ci ha resi in un certo modo piuttosto che in un altro qui in questa terra che sentiamo nostra per via dell'eredità di pensiero libero e democratico, per l'eredità che abbiamo assorbito nei geni sul valore del lavoro in funzione della collettività, della collegialità, della solidarietà.

La scuola delle persone non è quella della "personalizzazione"

Non ci appartiene il particolare, la voglia di barare, di non pagare le tasse per vedere poi tagliati i servizi di tutti: i tutti, gli ognuno che vogliono non morire, vogliono stare insieme sereni nella lotta per la quotidiana esistenza che non vuol essere dominata dalla legge della giungla, del più forte che domina e diffonde la propria cultura che si fa dominante perché ritenuta giusta da alcuni.

L'amore per la mitezza presuppone l'attenzione a non fornire alle bambine e ai bambini l'impressione che essi siano atomi impazziti nell'orto delle loro particolari attitudini e aspirazioni e che, al di là di quelle, nulla ci sia di più bello e di più valido.l'attenzione a non dar loro neppure l'illusione di essere delle monadi autosufficienti separate da un tutto e protette unicamente da mamma e papà, dalla famiglia vista come unità di combattimento e non come unità d'amore che sostiene le azioni di ogni componente verso l'altro e l'esterno.

16 maggio 2004

Claudia Fanti

 

 


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Persone di scuola


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Solitudini in cerca di firma
Un futuro di innovazione e sperimentazione

Un ringraziamento sentito


 

 


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